7 Cliché che Vediamo in Continuazione nei Siti di Web Hosting

Indietro   Pubblicato 3 febbraio 2021 / Aggiornato 8 febbraio 2021
Tempo di lettura 12 minuti

Abbiate pazienza ma dopo aver lavorato per così tanti anni nel mondo dell'hosting, ho visto troppi clichè triti e ritriti. È come se agli hosting provider non interessi emergere dalla massa.

Eccovi un elenco dei cliché più diffusi che secondo me dovrebbero essere evitati ad ogni costo. Partiamo dalle immagini fase come un Rolex acquistato in spiaggia a strategie di vendita e pubblicitare inspiegabili.

Consiglio bonus: miti SEO in WHMCS da cui stare alla larga.

Immagini Cliché in ogni sito web hosting

L'onnipotente stretta di mano. Per quanto stucchevole possa essere, gli hosting provider non incontrano di persona i clienti. Questi arrivano sul sito, ordinano un piano web hosting, registrano un paio di domini e basta. Ma tra tutte le strette di mano ce ne è una che mi trasmette ansia.

La stretta di mano attraverso il monitor. Questa immagine la si può trovare su tantissime pagine About Us ed grida cliché da ogni angolazione. Se la foto potesse parlare direbbe:

«Hey guardami, sono un uomo d'affari belloccio. Guarda l'abito ed il tavolo per i meeting alle mie spalle. Abbiamo una strategia ed abbiamo grafici che puntano verso l'altro. I dati non mentono mai ed il fallimento non è un'opzione. Stringimi la mano. È una situazione win-win»

Parlando di About Us, quasi sempre la pagina ospita immagini di datacenter che sembrano prese da un film di Star Wars. Sale server pazzesche con rack che si estendono a perdita d'occhio. La triste realtà è che il 99% di queste foto sono false o tendenziose.

C'è questa strana abitudine di far sembrare le aziende più grandi di quelle che sono. Non fraintendetemi, va bene fintanto che il misuratore di stronzate non impazzisce. Se possiedi una piccola porzione di un server 1U, capisci che non puoi pubblicizzare l'intero datacenter come se fosse tuo.

Ironia della sorte, i datacenter sono in genere molto brutti ma raramente li vediamo rappresentati così. Riflettici. Se fossi il proprietario di un brutto datacenter, condivideresti le foto? No. Ecco perché internet "mente" riguardo il loro aspetto.

Diamo uno sguardo ai datacenter di OVH che l'azienda prima al mondo per superfice datacenter.Sono anche il più grande hosting provider d'Europa nonché terzo nel mondo. È decisamente grande. Sentiti libero di cliccare sulle immagini per godere della vista di questi mostri.

Il mio garage è più bello. Come immaginabile non ci sono molte immagini degli interni ma con un po' di fortuna è possibile trovarne alcune che ci permettono di ammirare gli orribili interni.

È evidente che l'aspetto dell'edificio e delle sale server non sia una priorità per OVH che nonostante tutto fattura milioni di euro l'anno. Ad ogni modo i datacenter belli esistono. Diamoci una rinfrescata guardando quelli di Aruba.

Dove ci sono foto di sale server non possono mancare quelle di amministratori di sistema che non rispecchiano la realtà.

I cliché si estendono anche alle sale riunioni. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad ambienti spettacolari con le persone giuste. Possibilmente vestite come se dovessero andare ad un matrimonio con l'immancabile concentrazione zen.

L'obiettivo di tali immagini è quello di trasmettere il lavoro di squadra ma a meno che non si tratti delle persone che fanno realmente parte del tuo team, il messaggio non arriva. In un certo senso trovo queste immagini intimidatorio quando vengono utilizzate da aziende sprovviste di dipendenti.

Nessun sito di hosting può essere considerato completo senza la bella ragazza dell'assistenza. Sorvolando

No hosting website can be considered complete without the pretty help desk girl. Sorvolando sull'aspetto sessista e prevedibile, fa sembrare il tuo business un falso. Purtroppo questo tipo di immagine è largamente diffuso in migliaia di siti web.

Ma niente è più irritante delle immagini di tastiere, polpastrelli e postazioni di lavoro che includono sempre i seguenti elementi perfettamente disposti sulla scrivania:

  • Il maggior numero possibile di prodotti Apple per "pensare fuori dagli schemi"
  • Libri a caso che dovrebbero trasmettere l'essere esperti
  • Penne come se piovessero per prendere appunti. Il rapporto penna/mano è 15 a 1
  • Una triste pianta di plastica, qualcosa in legno, un frutto ed una tazza
  • Possibilmente qualcosa di vintage come una vecchia macchina fotografica
  • Posti-it di colori diversi con su scritto espressioni come "Smart", "Successo", "Crescita" and "To do list: progetto A, B, C". Da notare il sapiente utilizzo del barrato

Sicuramente una foto non preparata.

Voglio concludere il capitolo con altre immagini cliché ampiamente utilizzare nei siti di web hosting odierni. Non ci sarebbe niente di male ad utilizzarle ma credo si sia passato il limite.

Dare ai clienti troppa scelta

Ogni proprietario di un sito web adopera tutto il suo impegno, le tattiche e budget per attirare i visitatori. E quando questi raggiungono il sito, farli diventare clienti è tutta un'altra storia.

Il processo di acquisizione dei clienti può essere diviso in una varietà di diverse strategia sia gratuite che a pagamento. SEO e marketing dei contenuti. Social media, pubblicità, assistenza prevendita, analisi ed un sito che offra una grandiosa esperienza utente.

È un sacco di lavoro ma poi vedo provider che minano tutto questo facendo un errore abbastanza sciocco: scelte eccessive.

Offrire più di una soluzione potrebbe sembrare una buona idea almeno all'inizio ma rende il processo di scelta più difficile. Ciò si traduce in visitatori che non acquistano alcun servizio. Se non vuoi perdere vendite, non offrire più di 4 opzioni.

Quando si parla di web hosting, c'è un'altra interessante ragione sul perché si debbano mantenere un numero limitato di piani. I clienti raramente effettuano l'upgrade ad un piano superiore.

Oggigiorno la differenza tra i piani base ed avanzati è tutta nello spazio su disco, nel numero delle email, database ed account FTP. La domanda di risorse non cambia dall'oggi al domani. L'utente medio resterà semplicemente con il piano che si adatta al suo sito.

Inoltre maggiore è il numero di opzioni disponibili, minore è il guadagno. Offrire 1 GB, 5GB e 20GB genera maggiori profitti che 1GB, 2 GB, 5 GB, 10 GB, 15 GB e 20 GB. Questo perché nel primo caso c'è una differenza marcata nel prezzo tra un piano e l'altro pertanto i margini di profitto sono maggiori.

Certificati SSL

Ecco un'altra area dove i clienti sono sopraffatti dalla presenza di troppe scelte. Esistono molti authority di certificati SSL, brand e certificati SSL tra i quali scegliere. Nella tabella in basso riporto i principali.

Authority Descrizione
IdenTrust controlla fermamente il mercato globale dei certificati SSL. Un certificato su due è gestito da loro.

DigiCert arriva secondo ma operano con molti brand diversi: Symantec (Norton), GeoTrust, RapidSSL, Thawte and Verisgn.

Comodo è terzo e sta completando il rebranding con il nome di Sectigo.

Le cose si complicano dal momento che esistono tre diversi tipi di certificati SSL.

Tipo SSL Descrizione
Singolo

Mette in sicurezza un FQDM (Fully Qualified Domain Name) o sottodominio.

Tieni presente che example.com e www.example.com contano come due diversi nomi dominio. Sulla carta dovresti pertanto acquistare due certificati per proteggerli entrambi ma in genere le authority chiuderanno un occhio per il "www":

  • example.com
  • www.example.com
  • forum.example.com
  • blog.example.net

p.s. Non dovresti mai permettere ai clienti di navigare il sito in modo interscambiabile con o senza "www" in quanto ciò causa contenuto duplicato.

Wildcard

Protegge un dominio ed un numero illimitato di suoi sottodomini:

  • example.com
  • www.example.com
  • forum.example.com
  • blog.example.net
Multi-dominio

Protegge più nomi a dominio:

  • example.com
  • www.example.com
  • forum.example.com
  • blog.example.net

Infine abbiamo il livelli di validazione.

Validazione Descrizione
DV
Domain Validation

L'opzione più economica che copre una verifica basilare che consiste nella verifica della proprietà del dominio. L'attivazione è immediata.

OV
Organization Validation

In aggiunta alla verifica della proprietà del dominio, determinate informazioni sul proprietario vengono autenticate. L'attivazione in questo caso richide qualche ora o giorno per essere completata.

EV
Extended Validation

Si tratta della solzione più costosa. Come per i DV e OV viene offerta la validazione ed autenticazione della proprietà ma anche l'esistenza fisica della tua attività. L'attivazione può richiedere da un paio di giorni fino a qualche settimana.

A seconda del browser utilizzato, la barra degli indirizzi diventa verde o blu e mostra le informazioni sulla tua azienda al click.

Ci sono anche funzionalità extra come il timestamp sul seal dell'SSL anche se oggi non si utilizzano più. I certificati variano anche a seconda della garanzia che inizia da 10.000 $ fino a raggiungere i 2.000 $. In sintesi se qualcosa dovesse andar storto per colpa dell'authority, sei comunque coperto.

Quello di cui abbiamo appena parlato è solo la punta dell'iceberg. Anche i provider ignorano molte delle cose riguardanti i certificati SSL e quindi finiscono col venderne a decine. L'idea alla base è che non si può sbagliare se si vendono tutte le possibili opzioni.

I clienti spesso sono interessati unicamente ai certificati singoli, wildcard, DV ed EV. Fatti un favore scegliendone uno per ogni tipo. Così facendo renderai la vita più semplice sia a te che ai tuoi clienti.

Includere il SEO nel piano Hosting

Se stai leggendo questo articolo è probabile che tu sia nel mondo dell'hosting oppure che stia considerando di avviare un'attività hosting. In entrambi i casi saprai che il cross-selling è diffuso in questo mercato.

Parlando in generale, un piano hosting richiede un nome a dominio ed eventualmente servizi come i certificati SSL. Si tratta di uno scenario perfetto per attuare strategie di cross-selling ma alcune aziende esagerano arrivando a vendere fuffa. È il caso del SEO.

Alcuni provider danno la possibilità di acquistare un servizio di search engine optimization per i siti che ospitano. Il problema è che gran parte delle volte questi non sanno cosa è il SEO. Il servizio è costoso (150-500 euro annuali) e dà pochi o nessun beneficio all'utente finale.

Nella tabella in basso riporto le funzionalità più comuni che sono incluse nel prezzo di succitati servizi spiegando di cosa si tratta e qual è il loro effettivo valore commerciale.

Funzione Descrizione Valore commerciale
SEO Audit

Un software effettua la scansione del sito verificando la presenza di problemi tecnici e SEO. Vengono analizzate cose come la velocità di caricamento del sito, l'internal linking, la presenza di link rotti, la compatibilità con i crawler, i deta tag, il contenuto duplicato e decine di altre metriche.

A verifica ultimata, il sito riceve un punteggio SEO su una scala di 100 punti. Chiunque può ricevere un audit professionale in modo del tutto gratuito da uno qualsiasi di questi servizi:

Personalmente utilizzo i primi due dell'elenco.

Gratis

Local SEO

Questa opzione dovrebbe essere utilizzata per i dati geografici. Un buon esempio può essere quello di un ristorante. Se il ristorante si trova in Italia, difficilmente potrà interessare le persone in Giappone.

Al contrario se il target del sito web sono persone da più paesi del mondo, è meglio non utilizzare questo strumento. Le imposazioni possono essere modificate da Google Search Console dal menu International Targeting.

Qui prosegui impostando il paese predefinito. Tutto qui.

Gratis

Analisi dei competitor

Ancora una volta neilpatel.com e ahrefs.com permettono di monitorare i competitor gratuitamente.

Gratis

Report & statistiche

Indovina? neilpatel.com, ahrefs.com, semrush.com.

Gratis

Sitemap

Nulla che non possa già fare un CMS.

Gratis

Monitoraggio keyword

Questa volta non ci sono servizi gratuiti. L'opzione più economica sul mercato è neilpatel.com. Ha un costo di 29 euro mensili e permette di monitorare fino a 3 siti web (100 parole chiave ciascuno) offrendo anche le seguenti funzionalità aggiuntive:

  • Suggerimenti keyword
  • Idee contenuti
  • Pagine top
  • Keyword top
  • Storico backlink

Come riferimento, i provider in genere offrono copertura per un solo sito web e 20-30 keyword. Ciò detto, il monitoraggio delle keyword non è cosa per tutti. Gli utenti inesperti è molto probabile che non ne comprenderanno l'uso.

29 euro mensili

Francamente non vedo perché si dovrebbero pagare 150-500 euro l'anno ai provider per servizi di valore inferiore a quelli disponibili sul mercato gratuitamente o più economici.

Come se non fosse abbastanza, l'uso di questi strumenti senza fare SEO è del tutto inutile. Sarebbe come pagare l'abbonamento alla palestra senza mai andarci e al contempo aspettarsi dei risultati.

In conclusione devo ancora vedere un provider che venda un vero servizio SEO che valga il prezzo richiesto. Ciononostante, questo genere di servizi continua a vendere bene poiché gli utenti finali non sanno nulla riguardo al SEO. In pratica è come rubare le caramelle a un bambino.

Pubblicare recensioni false

Non sono un grande estimatore delle recensioni e dei sistemi di valutazione a 5 stelle poiché attraggono gli estremi (utenti che hanno avuto esperienze molto negative o molto positive). Andando avanti, alcuini sono più generosi mentre altri molto esigenti. Alla fine dei conti gli utenti che hanno avuto esperienze nella media (in genere la maggior parte) mancano nel computo finale.

Tutto ciò premesso, con gli hosting provider abbiamo un altro problema peculiare. I loro siti sono spessi inclini ad ospitare recensioni false o di parte con commenti fatti da amici o che sono stati barattati per degli sconti.

È mia opinione che questa attività debba essere evitata in quanto le recensioni fasulle non hanno senso per i potenziali clienti.

Non le sopporto al punto che nel nostro sito ho deciso di inserire una recensione palesemente falsa e sarcastica. Se ti stai domandando chi sia l'uomo nell'immagine, si tratta di Dwayne Johnson (The Rock) unico a Neil Patrick Harris mediante l'uso di FantaMorph e PhotoShop.

Barra di navigazione WHMCS

Se sei un hosting provider, non puoi non sapere cosa è WHMCS. È il miglior pannello di controllo per la gestione di un'azienda di hosting.

Molti sviluppatori e web designer sono impegnati attivamente ad estendere questo software rilasciando soluzioni terze-parti ma quando si tratta di template inizio a vederci doppio.

Non sono ubriaco. È solo che in molti template c'è la tendenza a trascurare l'esperienza utente. I web designer si concentrano a creare pagine che appaiano belle ma poi obbligano gli utenti ad utilizzare due barre di navigazione.

La prima navbar è utilizzata per le tipiche pagine che ci si aspetta di trovare su ogni sito (Home, Servizi, About Us, Contatti) ma ce ne è una seconda subito sotto. Mi riferisco alla navbar di WHMCS (Home, Store, Announcements, Knowledgebase).

Avere due menu di navigazione lede l'esperienza utente. Se ci aggiungiamo che la navbar di WHMCS cambia a seconda se l'utente abbia o meno effettuato l'accesso, le cose diventano ancora più complicate. Con un minimo di impegno si può fare in modo da unire entrambe le navbar in una sola proprio come abbiamo fatto nel nostro stesso sito.

Pubblicità comparativa

Creare contrasto con i servizi offerti dai competitor può essere una buona strategia pubblicitaria per una nuova azienda che cerca di farsi largo nel mercato ma si dovrebbe farlo senza esagerare.

Di tanto in tanto vedo provider di piccole e medie dimensioni che si prendono gioco di quelli grando sui social media. Il bersagio preferito sono di solito i pesci grandi del paese. È GoDaddy per gli Stati Uniti, Aruba per l'Italia e OVH per l'Europa in generale.

Le critiche riguardano sopra ogni cosa due questioni: sicurezza e assistenza. Ecco di seguito un tipico esempio di post che mi trovo a leggere su LinkedIn. Prima di iniziare a leggerlo tieni presente che è un faslo. L'ho creato io stesso perché non vorrei mi facessero causa

Da dove comincio? Prima di tutto non mi piace affatto la strategia di comunicazione basata sul "Lui è cattivo io sono buono" ma è il mio gusto personale. In seconda analisi, avrei qualcosa da ridire sul contenuto.

La ragione per la quale la maggior parte degli attacchi informatici si originano dai grandi hosting provider è autoesplicativa. Più server e clienti hai, più lamer attirerai. Post del genere non hanno alcun senso in quanto cercano di far passare il messaggio che i grandi provider non sono professionali.

Sarebbe come sottintendere che WordPress non è sicuro perché migliaia di lamer si concentrano nell'attaccarlo. La ragione per la quale WordPress ne attrae così tanti è il fatto stesso che stiamo parlando del CMS più utilizzato al mondo. A che pro si dovrebbe cercare di violare un software che non utilizza nessuno?

Un altro argomento dove i post "Lui è cattivo io sono buono" germigliano, è l'assistenza clienti. Alcuni piccoli provider sostengono che la loro assistenza è migliore di quella offerta dai grandi provider. È abbastanza ovvio quando uno si occupa di una parte infinitesimale della clientela che può avere un'azienda come GoDaddy.

Ironia della sorte quando questi piccoli provider crescono, iniziano ad ignorare i clienti e ad ospitare anch'essi script malevoli. Ma fintanto che ciò non accade, possono continuare a sostenere di essere più professionali.

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